in Sviluppo (autunno 2017-primavera 2018)

Un progetto di Riccardo Piaggio Ideazione e produzione pourparler Sviluppo Sara Sesia Direzione scientifica Marino Niola Ricerca Nora DeMarchi, Marzia Mauriello, Elisabetta Moro, Helga Sanità e Sara Sesia

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ExVoto vuole creare una una narrazione di un fenomeno antico, legato al culto di una Vergine vesuviana che fa Miracoli, anche "al contrario". Fanno parte del progetto panel etnografici sugli Ex Voto e talks sui "Miracoli italiani", un progetto espositivo su Miracoli e Oracoli con le fotografie di Annalisa Gonnella e Mario Spada, le opere d'arte di Chicco Margaroli, letture del romanzo Ex Voto di Marcello Fois (minimum fax, 2015) e proiezioni del Film Anatomia del Miracolo di Alessandra Celesia (Zeugma Films, Arte France, LaSarraz Pictures, in collaborazione con pourparler, 2017) e del documentario etnografico "La Lividura" (A. Celesia, R. Piaggio, pourparler, 2016).


Wilde diceva: si può credere all'impossibile, mai all'improbabile. Ecco, a Napoli non accade nulla, tranne i miracoli. Il progetto EX VOTO racconta questo, i miracoli, anche quelli che non accadono, anche quelli al contrario. L’idolo che si incarna nel quotidiano, la visione onnipresente di una Grazia senza Giustizia, la stratificazione di una città, Napoli, che è sempre in fieri e ne racconta mille, il valore della memoria quando è vita che spazza il folklore, fanno di EX VOTO la metafora del nostro Paese, del nostro mondo e ci raccontano, per contrasto, una nuova idea di futuro. Ogni cosa, in questo progetto, si illumina e ruota intorno alle antinomie presenti in un’icona arcaica, la Madonna dell’Arco vesuviana, potentissima sotto ogni aspetto, a cominciare da quello visivo; la Vergine evoca, sullo sfondo del romanzo di Marcello Fois e del film di Alessandra Celesia, sentimenti profondi, fondanti e ben visibili, come la ferita, il livido, la vendetta. La narrazione di questi sentimenti costituirà anche il cuore del prossimo, omonimo, progetto espositivo. Un progetto integrato, che accoglie diversi racconti e diversi linguaggi e comprende diverse destinazioni culturali e produttive. E’ un progetto interdisciplinare, come è naturale che sia, perché indaga il contemporaneo, che è materia liquida. Vi hanno partecipato filmaker, antropologi, stilisti, musicisti, testimoni delle culture popolari, psicologi. Parleremo di “loro”, quelli che credono ai miracoli e quelli che si votano agli idoli, non importa che si parli di fede, di cibo, di calcio. Oppure di moda. Ma parleremo anche di noi, osservatori del presente in cerca di qualcosa di diverso da ciò che vediamo. E’ ciò che vogliamo, aspettando il prossimo miracolo. L’Italia è una Repubblica fondata sui miracoli.

“In realtà la domanda di miracoli è sempre figlia delle crisi, economiche e sociali, individuali e collettive. Che, oggi come ieri, producono insicurezza, precarietà, fragilità. È nei momenti in cui tutto sembra perduto che gli uomini decidono a che santo votarsi. Ecco perché i miracoli sono sempre stati la prova del nove della credenza. Senza manifestazioni visibili, senza mettere in scacco la natura e le sue leggi, senza far leva sulle emozioni e sul pathos, la religione non tocca i cuori dei fedeli e si riduce alle pallide astrazioni della teologia. I miracoli invece sono i colpi di teatro del sacro. E, proprio in quanto riflettono i bisogni e le speranze delle persone, sono in parte sempre gli stessi e in parte sempre nuovi”. (Marino Niola)

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